sabato 27 novembre 2010

In edicola “Il Grande Troisi. Teatro, tv e cinema” con Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport

Niente di nuovo per noi troisiani (se si eccettuano i libretti interni ai dvd), ma val sempre la pena di segnalare queste iniziative. Bene così :)

Da oggi in edicola, in abbinamento facoltativo con il “Corriere della Sera” e “La Gazzetta dello Sport” a 10,99 € aggiuntivi, una nuova collana di DVD dedicati a Massimo Troisi (San Giorgio a Cremano, 19 febbraio 1953 – Roma, 4 giugno 1994). Il primo DVD è dedicato al teatro de La Smorfia.

Tutto il repertorio del poliedrico artista napoletano in una collana di dvd. Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, in collaborazione con Rai Trade e Video Erre, dedicano una collana di dvd al celebre artista Massimo Troisi.

Conosciuto dal grande pubblico come attore, soprattutto di cinema, Massimo Troisi è stato anche regista, attore di teatro e ha partecipato a memorabili programmi televisivi: Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, in collaborazione con Rai Trade e Video Erre, si propongono di far conoscere tutte le anime del talentuoso interprete napoletano dando spazio al cinema con la filmografia completa, ma anche alla meno conosciuta esperienza teatrale e alle avventure televisive.

I primi tre dvd della collana “Il Grande Troisi. Teatro, tv e cinema” sono dedicati al lavoro messo in scena da La Smorfia, il famoso trio comico formato da Lello Arena, Enzo Decaro e Massimo Troisi, che consacra il talento dei tre nei teatri, nelle scene del cabaret romano e nei programmi televisivi Non Stop, Effetto Smorfia e Luna Park. Si tratta di materiali rari, che permettono di conoscere gli esordi di Troisi nel mondo della comicità e trovarvi la traccia inconfondibile del suo talento.

Le quattro uscite successive sono dedicate alle apparizioni televisive dell’attore: le interviste e i contributi sono una testimonianza preziosa che riunisce per la prima volta il ricco e vario panorama di interventi di Troisi nel mondo televisivo.

Chiudono la collana i film che vedono Massimo Troisi protagonista e, a volte, regista: la filmografia completa, da “Ricomincio da tre” a “Non ci resta che piangere”, da “Pensavo fosse amore e invece era un calesse” a “Le vie del Signore sono finite”, da “Scusate il ritardo” a “No grazie, il caffè mi rende nervoso”, da “Il viaggio di capitan Fracassa” a “Hotel Colonial”, da “Che ora è” a “Splendor” passando per “Il Postino”, l’ultimo capolavoro.

Il primo dvd, dedicato al teatro de La Smorfia, è in edicola da mercoledì 24 novembre. I dvd costano 10,99 euro, oltre il prezzo del quotidiano e hanno cadenza settimanale.
 

mercoledì 24 novembre 2010

Incontro con Lello Arena: le perplessità sulla fiction dedicata a Massimo Troisi

L'ultima volta lo avevo incontrato al Premio Troisi 2009, in formissima ed entusiasta del progetto riguardante il laboratorio teatrale a San Giorgio a Cremano, naturalmente sfumato di lì a poco per prevedibili problematiche di fondi. Quando arriva il momento di parlare concretamente di soldi, a Napoli e dintorni, spesso i castelli di sabbia crollano all'istante. Recentemente ho rivisto Lello Arena nel suo camerino al teatro Bellini di Napoli, dove è stato protagonista di una nuova edizione de "Lo scarfalietto", in cui impersona brillantemente il personaggio di Felice Sciosciammocca (per la recensione dello spettacolo consultare il link http://www.teatroespettacolo.org/il-sorprendente-trio-gleijeses-arena-bargilli-al-bellini-di-napoli.htm). 

Sempre esilarante e solare, con gli occhi pronti ad illuminarsi ulteriormente quando si parla di Massimo. Abbiamo parlato della sua nuova antologia riguardante l'immenso Totò in edicola in questi giorni con "L'espresso" e naturalmente del "nostro". Lello si è detto contrario al progetto di fiction riguardante la vita di Massimo e si è tirato fuori dai giochi, così come Anna Pavignano. Il suo parere mi trova d'accordo: sarebbe accettabile solo realizzare un docufiction, magari con inquadrature in soggettiva di Massimo, perché probabilmente è impossibile trovare e conseguentemente accettare un attore che lo interpreti.

Lello Arena saluta calorosamente tutti gli amici del blog, che sa bene essere troisiani veraci, amici e sinceri appassionati.

Cristiano
 

mercoledì 17 novembre 2010

Metti una sera a cena con Renato Barbieri ricordando Massimo Troisi... (VIDEO)

Quella con Renato Barbieri è un'amicizia vera, che dura ormai da diversi mesi, dominata dal puro piacere di passare del tempo assieme nelle occasioni più disparate. Avremmo voluto e potuto girare queste immagini molto prima ma abbiamo aspettato il momento giusto. In questo video c'è l'estrema sintesi di una serata tra amici, in allegria, tra mille aneddoti riguardanti Massimo e discussioni intinte nella passione più autentica. Renato è una roccia, un modello di vita per tutti i giovani, ma prima di tutto è una persona vera, mossa da sentimenti buoni e disinteressati.

Quando si sta insieme non conta più l'età, la differenza generazionale e tutto il resto. Ci si diverte davvero, si condividono emozioni e interessi, in una parola ci si arricchisce dentro. Ecco che abbiamo deciso di filmare una delle tante serate passate assieme all'uomo che ha accompagnato Massimo Troisi nei primi passi su un palcoscenico e che si è finto suo zio numerose volte a scuola quando c'era da giustificare i suoi filoni o i compiti non fatti. Ma prima di tutto insieme all'uomo che ha dedicato la sua vita all'arte, al teatro, alle marionette, un artista di livello internazionale che, purtroppo, San Giorgio a Cremano si è fatta scappare con troppa leggerezza. Infatti, se oggi Renato vive ad Afragola è perché ha sempre investito tutto, energie fisiche, mentali e materiali, nella sua passione, a partire dal Centro Teatro Spazio in poi. Nonostante qualche ingratitudine di troppo lui continua imperterrito a fare spettacolo alle soglie degli 80 anni, a sprizzare gioia di vivere e sete di cultura da ogni poro. Ed io non mi faccio scappare nessuna occasione di stargli accanto, pronto ad assorbire tutto quanto di buono questa amicizia senza età può regalarci ogni giorno.

Grazie Renato. Grazie Massimo.

Cristiano


                                  

giovedì 28 ottobre 2010

Chi non muore si ricorda (ogni tanto)...un pò di Massimo Troisi in "Maschi contro femmine"

Riportiamo con un pizzico d'orgoglio un articolo di corrieredelmezzogiorno.it che riguarda Massimo e il nuovo film di Fausto Brizzi. Segnaliamo, con un accenno di sorriso ricordando le parole di Massimo ad "Alta classe" (1992), che dopo tanti anni c'è ancora chi vuol per forza chiamare il suo penultimo film "Credevo fosse amore..." (con tanto di virgola)  e non "Pensavo fosse amore...".
Cristiano

 
"Maschi contro femmine" si parte citando Massimo Troisi e il pubblico si emoziona
Ieri la prima con il regista e gli attori a Napoli

NAPOLI - «In particolare un uomo e una donna sono le persone meno adatte a sposarsi tra di loro»: la strappa Massimo Troisi la prima risata di «Maschi contro femmine», il nuovo film di Fausto Brizzi, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano con Rai Cinema e distribuito dalla 01, da ieri in 641 copie. «Subito dopo il riso - spiega Fabio De Luigi, uno dei protagonisti di questa esilarante commedia corale - durante la proiezione a Roma, non appena è "comparso" il nome di questo straordinario artista napoletano è scoppiato un grande, spontaneo applauso».

LA CITAZIONE DI TROISI - La citazione, fortemente voluta dal regista, è tratta da «Credevo fosse amore, invece era un calesse». «Ho voluto che introducesse il film - ha raccontato Brizzi - perché ne enuncia il tema: ossia l’incompatibilità di fondo tra i due sessi, che è reale. Gli uomini pensano che le donne siano esseri inferiori e le donne altrettanto degli uomini. E’ impossibile far ragionare un uomo come una donna e viceversa». «Questa frase - ha raccontato Alessandro Preziosi, l’unico napoletano del cast - è la cosa che più mi ha emozionato del film.

IL PARTICOLARE DI MASSIMO - La grammatica unica di Troisi, che con quel suo "in particolare" esprime la volontà di non voler giudicare niente e nessuno». In coppia, con perfetti tempi comici con Paola Cortellesi, l’attore sembra essere nato per cavalcare ruoli brillanti. Presentato ieri a Napoli (con bagno di folla per gli interpreti all’Happy Cinema, Space Med e Martos) il lungometraggio, che mira a sbancare il botteghino, vedrà una seconda parte, quella di «Femmine contro maschi», in uscita a febbraio il giorno di San Valentino, che si annuncia altrettanto divertente e piena di colpi di scena.

Rosaria Désirée Klain
28 ottobre 2010
Corriere del mezzogiorno
  

sabato 9 ottobre 2010

Una fiction tutta dedicata a Massimo Troisi, le parole di Valsecchi

In arrivo fiction su Troisi L'attore avrà il volto di TroianoIn arrivo fiction su Troisi
L'attore avrà il volto di Troiano


Un film su Canale 5, titolo "Ricomincio da me". Protagonista, nel ruolo del grande artista napoletano scomparso a soli 41 anni, l'interprete della serie "Ris", Fabio Troiano. Il produttore Valsecchi: "Massimo era una persona speciale, oggi ci sono i dvd dei suoi film ma i giovani non l'hanno mai conosciuto". 

"Racconteremo il sogno di un ragazzo del Sud che va alla conquista del cinema, il sogno realizzato di un grande attore, che avrebbe potuto ancora dare tanto". Il produttore Pietro Valsecchi (Un eroe borghese, Il capo dei capi) prepara un film per Canale 5 sulla vita di Massimo Troisi. Si ititolerà Ricomincio da me, protagonista sarà Fabio Troiano, 36 anni, visto in tv nella serie "Ris" e adottato dal cinema. Le riprese - ma ancora non è stato scelto il regista - partiranno a primavera; Anna Pavignano, da sempre coautrice dei film di Troisi, curerà la sceneggiatura. "L'Italia è un paese che dimentica in fretta - dice il produttore - oggi ci sono i dvd dei film di Massimo, ma i giovani - penso a mio figlio adolescente - non l'hanno conosciuto. Era tempo che stavo pensando al progetto di un film sulla storia umana e professionale di Troisi, e credo che finalmente i tempi siano maturi". Valsecchi era amico dell'attore regista: "Massimo era una persona speciale, un uomo ironico ma dotato di grande sensibilità. Era intelligente e molto spiritoso, abbiamo passato insieme una settimana indimenticabile in un centro benessere. Mi sfidava a biliardo e vinceva sempre lui".

Troisi, scomparso nel '94 a soli 41 anni stroncato da un attacco cardiaco, è rimasto uno degli attori più amati: aveva iniziato con La Smorfia, dopo il debutto il grande successo in tv si era imposto al cinema. Nei film metteva in scena se stesso, un ragazzo di provincia (era nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli) sfortunato con le donne, sognatore, un po' ingenuo. Indimenticabili  "Ricomincio da tre", "No grazie, il caffè mi rende nervoso", "Scusate il ritardo". "Non ci resta che piangere", "Pensavo fosse amore invece era un calesse ". Nel 1996 fu candidato all'Oscar come miglior attore per "Il Postino" (il film ebbe in tutto cinque candidature, vinse l'Oscar Bacalov per la colonna sonora).

Timido, dotato di una vena poetica rara, Troisi raccontava che da ragazzino era rimasto folgorato da "Roma città aperta" di Rossellini, film che lo aveva emozionato e spinto verso il cinema. Anche se il primo pensiero, dopo aver visto quel capolavoro, era stato un altro: "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".

(08 ottobre 2010)

Silvia Fumarola 
www.repubblica.it

  

mercoledì 6 ottobre 2010

"Un giorno da pecora"...e il Cucinotta show continua

Amici di Massimo Troisi non intende fare politica, nè impelagarsi in discorsi faziosi oltre ciò che riguarda la memoria del "nostro". Non è nostra intenzione, anche se sappiamo che Massimo intuiva con grande timore l'affermazione politica del Lolito B., e ammoniva parenti e amici di spendere bene il proprio voto. Ma qui c'è da riprendere e integrare un discorso fatto recentemente, che riguarda nientepopodimenochè Maria Grazia Cucinotta. Che ci regala un'altra perla.

Intervenuta alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" (titolo che pure qualche richiamo troisiano contiene...) di Sabelli, Fioretti e Lauro su Radiodue, la Cucinotta ha voluto mandare un messaggio forte, approfittando di una domanda rivoltale sulla recente bestemmia contenuta in un'allegra storiella raccontata dal premier Silvio Berlusconi. Ebbene sì, "Luttazzi e Santoro sono più volgari di Berlusconi". Il riferimento è alla trasmissione "Rai per una notte", durante la quale il comico romagnolo recitò un forte monologo proprio dedicato a Berlusconi.

Dopo poco Maria Grazia ci ricorda che lei fa "molto per la gente". Parla della sua prossima partecipazione ad un'iniziativa benefica a Napoli. Ma pare aver già dimenticato la gentile e modica richiesta, fatta da lei o da chi cura i suoi dorati interessi, di euro 30 mila per presenziare all'inaugurazione di una piazza dedicata a Massimo Troisi in quel di Procida.
Ah, dimenticavo, lei è (o si dichiara) apolitica. Già, però il marito Giulio Violati, ex proprietario della Ferrarelle e soprannominato "il re delle acque minerali", lo è un pò meno. Infatti ha guidato come coordinatore e tesoriere la campagna elettorale di Renata Polverini (Pdl) per le ultime regionali ed è stato designato da Bondi nel cda della Fondazione Arena di Verona.
Eppure è stato il Pdi a proporle di candidarsi. Fortunatamente ha rifiutato.
E' apolitica, però alla domanda "si torna a votare?", risponde subito allarmata "speriamo di no!".

Non vogliamo commentare oltre, lasciamo il tutto all'intelligenza e all'acume dei nostri lettori.
Anche se la sensazione è che ancora una volta, come ha brillantemento scritto "Il fatto quotidiano", non ci resta che piangere. E abbiamo un qualche sentore che Massimo sarebbe d'accordo.

 

"Faccio molto la madrina perchè faccio molto per la gente. Non faccio la politica. Non mi lasciano lavorare in Italia e vado all'estero, dove c'è molta più meritocrazia."

L'Albertone nazionale in chiusura del video risponde come meglio non potrebbe, con qualche sottile e velata perplessità sui meriti della Cucinotta attinenti il campo cinematografico. Che pare apprezzino di più oltreoceano (?!).

domenica 26 settembre 2010

Dal postino Troisi a Sandro Penna, passando per Pessoa: l'inafferrabilità della poesia racchiusa in ogni scheggia del mondo

Postino: "Cioè voi che volete dire allora, che il mondo intero no? il mondo intero proprio...dico col mare, col cielo, con la pioggia, le nuvole..."
Poeta: "Ora tu puoi già dire eccetera eccetera..."
Postino"Eh, eccetera eccetera...cioè il mondo intero allora è la metafora di qualcosa?"
Poeta: "........."
Postino: "Ho detto una stronzata..."
Poeta: "No, per niente..."
Postino: "Avete fatto una faccia strana.."
Poeta: "Mario facciamo un patto: adesso faccio un bel bagno e rifletterò sulla tua domanda. E poi domani ti darò una risposta"
Postino: "Ma veramente?"
Poeta: "Sì, veramente"

Soltanto il postino Mario Ruoppolo conoscerà la risposta del poeta Neruda, semmai ci sarà stata. Ma forse la risposta era già presente nella domanda e Mario entusiasta della scoperta ha voluto porla comunque. La poesia è forse preesistente alla sua stesura, maestosa e inafferrabile, dirompente, si racchiude anche nella più (apparentemente) insignificante scheggia del mondo. E' dannatamente, magicamente misteriosa; silenziosa come la risposta di Don Pablo. Questo dice Pessoa. Ma Mario Ruoppolo crea una metafora incoscientemente, senza mettersi a tavolino per scrivere una poesia. E qui arriviamo a Sandro Penna.


La poesia è in ogni cosa: nel mare e nella terra, nel lago e sulla sponda del fiume. È anche nella città, non lo si può negare; qui dove sono mi sembra evidente: c'è poesia in questo tavolo, in questo foglio, in questo calamaio; c'è poesia nel frastuono delle vetture nelle strade, c'è poesia in ogni momento e persino nelle cose ordinarie, nel ridicolo movimento di un operaio che, dall'altra parte della strada, sta dipingendo l'insegna di una macelleria.
Il mio senso interiore predomina in tal misura sui miei cinque sensi, vedo in questa vita le cose -così credo- in un modo differente da quello degli altri. Per me c'è -c'è stata- tutta una ricchezza di significati in cose così ridicole come la chiave di una porta, un chiodo sulla parete, i baffi di un gatto. Per me, c'è tutta una pienezza di suggestioni spirituali in una gallina che attraversa la strada con i suoi pulcini. Per me c'è tutto un significato più profondo degli stessi timori umani, nell'odore del sandalo, nei vecchi barattoli di un mucchio di spazzatura, in una scatola di fiammiferi abbandonata in un fosso, in due fogli sporchi che in un giorno di vento svolazzano e si inseguono lungo la strada. Perché la poesia è stupore, meraviglia come qualcuno che, cadendo dal cielo con piena coscienza del suo cadere, contemplasse attonito le cose. Come qualcuno che conoscesse l'anima stessa delle cose, e facesse il possibile per rammentare questa conoscenza, ricordando che non erano così come le conobbe, non in questa forma e condizione, ma non ricordando nient'altro

Fernando António Nogueira Pessoa
  
 
Sarebbe ridicolo citare D'Annunzio che dice che i versi sono nell'aria, il poeta li deve solo cercare. Ma insomma, in fondo, un po' di verità c'era. E non per lui, forse per lui meno di tutti, ma per i poeti veri è così. I poeti veri non devono avere coscienza, non devono mettersi a tavolino e dire: 'Scrivo una poesia'.

Sandro Penna



Le riflessioni degli "Amici di Massimo Troisi":

- Ho dovuto aspettare qualche minuto per trarne delle riflessioni: così denso di significati che bisogna attendere un po' prima di rendere nero su bianco ciò che trasmette. Credo che la poesia esista anche prima che venga elaborata dall'artista, ma serve anche per rendere mediante metafore ed altre figure retoriche ciò che degli elementi oggettivamente semplici trasmettono a noi soggettivamente. Solo su un'affermazione non sono d'accordo, ovvero quella di non ritenere D'Annunzio un vero poeta: d'accordo, un autore molto sperimentatore, forse dallo stile un po' troppo "pomposo" ma anche lui un vero poeta della natura e delle emozioni, seppure un po' particolare.
 Valentina

- Credo che la poesia sia il contenitore di ogni nostro pensiero. Sia per chi la scrive, sia per chi la legge o "per chi gli serve". Quando i nostri sono pensieri che non vogliamo trattenere - perché fatti di amore, amicizia, contemplazione del bello, amarezza o tragedie che ci toccano nel profondo- il contenitore si apre e la poesia ci fa conoscere. Agli altri come a noi stessi. L'inafferrabilità della poesia sta nel nostro timore di dar loro una forma; l'inafferrabilità della poesia sta perciò in tutti i pensieri che preferiamo tenere nascosti. Sono poesie che non scriviamo o non leggiamo.
 Francesca