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sabato 31 ottobre 2015

Rassegna di film di Massimo Troisi in tv su Mediaset e ritorno in sala di "Ricomincio da tre" in versione restaurata

massimo troisi cinema comici napoliAncora un omaggio di una rete televisiva al nostro Massimo Troisi. Questa volta legato al ritorno in sala di Ricomincio da tre per i giorni del 23 e del 24 novembre, nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale che segnalai in anteprima in dvd qui. E' il canale Premium Cinema Emotion a dedicare il mese di novembre al nostro, ogni lunedì alle ore 19:15 con cinque film.

Il primo è "Scusate il ritardo" che andrà in onda lunedì 2 novembre, con Lello Arena e Giuliana De Sio. Si prosegue con "Non ci resta che piangere", diretto oltre che da Massimo Troisi anche da Roberto Benigni, il 9 novembre. "Le vie del Signore sono finite" è il film del 16 novembre, "Pensavo fosse amore invece era un calesse" quello del 23 novembre (con la colonna sonora dominata dalla splendida "Quando" di Pino Daniele). Chiude la rassegna il 30 novembre il film "Che ora è", diretto da Ettore Scola con Massimo Troisi e Marcello Mastroianni.

Come sempre guarderemo "insieme" i film sul nostro gruppo Facebook "Non ci resta che ricordarti - Amici di Massimo Troisi" per commentare in diretta, citare, postare fotogrammi, divertirci ed emozionarci ognuno dalla propria città, lontani eppure così vicini grazie alla nostra passione per Massimo.

Cristiano
 

venerdì 6 marzo 2015

Cecchi Gori diffida la Lucky Red per "Non ci resta che piangere" nelle sale: ma è un restauro, non una versione aggiornata. Gli incassi e gli spettatori della tre giorni

Non ci resta che piangere Massimo Troisi Roberto Benigni
Vittorio Cecchi Gori ha inviato una diffida alla Lucky Red Distribuzione cinematografica per la distribuzione nelle sale del film 'Non ci resta che piangere', scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi, a 30 anni dal suo esordio nei cinema.
"In nome e nell'interesse di Vittorio Cecchi Gori, produttore dell'opera cinematografica 'Non ci resta che piangere', si invita e diffida la società in indirizzo -si legge nella diffida inoltrata alla Lucky Red dallo Studio Legale Passalacqua- nonchè tutti i soggetti da questa coinvolti, a procedere con la distribuzione della versione aggiornata dell'opera sopra menzionata in assenza di previa autorizzazione e assenso del produttore, titolare dei diritti, al netto delle intervenute vicende societarie".

Fonte: adnkronos.com


LA RISPOSTA DELLA LUCKY RED

Vittorio Cecchi Gori contrario alla riedizione, restaurata e rimasterizzata, del film cult di Benigni & Troisi Non ci resta che piangere, in sala dal 2 al 4 marzo, diffida tramite l’avvocato Gianfranco Passalacqua la Lucky Red a distribuire il film. Questo, “in assenza di previa autorizzazione e assenso del produttore titolare di diritti, al netto delle intervenute vicende societarie”, dice il legale di Cecchi Gori. 
Pronta la replica di Lucky Red che, ribadendo all’ANSA, di essere esecutrice in qualità di distributore cinematografico, sottolinea che titolari dei diritti del film, dopo la vendita della library Cecchi Gori alcuni anni fa, sono ora tre società: 
Non ci resta che piangere Massimo Troisi Roberto Benigni
Mediaset e la Film&Video di Marco Gaudenzi, oltre allo stesso Roberto Benigni con la Melampo. Né il produttore di allora Mauro Berardi, né la famiglia Troisi, si apprende dalla Lucky Red sono stati contattati, trattandosi di una semplice “operazione commerciale”. 
Secondo il legale di Cecchi Gori si tratterebbe di una ”versione aggiornata” del film, ma dalla distribuzione si replica che si tratta semplicemente di un restauro.
Fonte: cinema.mtv.it
 

Lucky Red ha distribuito Non ci resta che piangere come uscita evento dal 2 al 4 marzo in 202 schermi, incassando oltre 270 mila euro. La pellicola si è piazzta tra il terzo e il quarto posto dei film più visti in Italia in quei giorni. Ecco il dettaglio dai dati di cineblog.it:

2 marzo -  € 48.875 - 5.959 spettatori
3 marzo -  € 110.166 - 13.284 spettatori
4 marzo - € 114.005 - 13.888 spettatori
  

martedì 8 aprile 2014

Il servizio di "Supercinema" dedicato a Massimo Troisi lo scorso 4 aprile (VIDEO)

Per chi se lo fosse perso ecco il servizio dedicato a Massimo da "Supercinema", andato in onda lo scorso 4 aprile. Insieme all'apertura del Tg5 che annunciò la sua scomparsa e alcune immagini poco popolari il video propone estratti di "Morto Troisi, viva Troisi!", proiettato al Bari Film Festival in corso dal 5 al 12 aprile e presieduto da Ettore Scola. Proprio il regista ha rivelato di essere stato prescelto agli inizi degli anni Novanta per dirigere una commedia, poi mai girata, con Massimo Troisi e Gian Maria Volonté, una storia di due anarchici a cui viene assegnata una missione segreta, poi fallita. Buona visione!


Cristiano




                           

lunedì 4 novembre 2013

Bloccata la fiction su Massimo Troisi, le parole di Valsecchi e di Rosaria Troisi

massimo troisi il viaggio di capitan fracassaLa preparazione del film su Massimo è stata interrotta a causa della forte contrarietà espressa dalla famiglia a più riprese. Essendo Troisi un personaggio pubblico avremmo potuto portare comunque avanti il progetto, ma questo modo di agire è contrario al nostro modo di lavorare. Abbiamo tante volte raccontato personaggi realmente esistiti ma lo abbiamo sempre fatto con l’assenso dei familiari. Se in futuro dovessero concederci tale assenso riprenderemo a lavorare su questo film.

Pietro Valsecchi, fondatore della casa di produzione Taodue


Abbiamo chiesto noi di visionare la sceneggiatura. L’abbiamo fatto attraverso mio nipote, che fa l’avvocato. L’abbiamo trovata per dirla in maniera elegante, non corrispondente. Non ci abbiamo ritrovato Massimo. Quando finì la lavorazione del film Il postino, salutò tutta la troupe dicendo: “Ricordatevi di me”. Per la famiglia è importante che sia ritratto col rispetto che merita. Gli hanno voluto bene in tanti, non vogliamo che venga “tradito a vent’anni dalla morte”. Non vogliamo che Massimo venga massacrato, non si può difendere. Si è avviato questo progetto in fretta, ma va rispettato il suo spirito umano e artistico. Non sono contraria all’idea di una fiction in sé, ma così com’è non poteva andare.

Rosaria Troisi, sorella di Massimo
  

mercoledì 23 ottobre 2013

"Cari italiani...": lettera aperta da Selma, amica albanese di Massimo Troisi

massimo troisi scusate il ritardo
Probabilmente certe cose le capisce meglio chi ci vede dal di fuori, anche se avremmo avuto tutto il tempo per capirlo bene tutti quanti. Ad ogni modo ben venga il monito di Selma dall'Albania, un'amica di Massimo che si rivela sempre più speciale. E che, con candida naturalezza, ci scrive così: "Sono cresciuta con quel piccolo schermo che mi aiutava a "spiarvi" e mi rattrista vederlo conciato in quel modo. Ci tengo alla vostra rinascita, quindi spero di aver aiutato almeno un po'". Chapeau.
Cristiano 
Cari italiani,
Mi rendo conto di aver scelto un momento a dir poco inopportuno per parlarvi di qualcosa che mi disturba da tempo, ma pure io... non è che avevo molte alternative. Non ho potuto resistere quando ho saputo la “bella” notizia di una nuova fiction, prodotto tutto italiano. Sto parlando di “Ricomincio da me”, una fiction che tratta... cioè tratterà (manteniamo le distanze con questo futuro finché possiamo) la vita di un genio della commedia italiana, l’amato Pulcinella degli anni '80-’90, Massimo Troisi. Sarà Fabio Troiano a cercare di riportare sul piccolo schermo il grande postino che ci manca ormai da diciannove anni. Emozionato e consapevole della grande responsabilità, l’attore non si risparmia e confessa in un’intervista che, a parte tutto ciò, si sente pronto a cominciare le riprese, a prendere quella che io chiamerei una scaletta verso il “boom” televisivo. È diventata una strada sicura: basta ricordarsi del mitico Beppe Fiorello nel ruolo di Modugno. Ma quando si tratta di interpretare un genio della commedia come Massimo Troisi, la cosa diventa quasi quasi una missione impossibile. Ma comunque lasciamo stare il povero Troiano augurandogli fortuna. Lui fu solo la scintilla per questo scritto. 
Cari italiani, so che è tempo di crisi. So che siete preoccupati e spaventati dall’IMU e da 100 altri tipi di tasse. So che quello che una volta era il motto di noi albanesi (andare via!) è diventato anche il vostro. Ed è per tutte queste vostre difficoltà che credevo fosse meglio tacere e non farvi pensare ad altri problemi. Ma ora capisco che avevo torto. Non potrei trovare un momento più giusto di questo per scrivervi. 
massimo troisi le vie del Signore sono finiteLa più grande crisi che voi state passando è una lunga e triste stagione di oblio profondo.
Cari italiani, credo che voi abbiate sentito parlare del mio popolo. Viviamo oltre il mar Ionio ed Adriatico. Per tanti anni, una fune invisibile ci teneva legati a voi. Voi eravate il ventenne che sapeva bene come divertirsi. Noi eravamo il vostro piccolo e noioso vicino di casa. Ci infilavamo spesso nel vostro mondo spiandovi di nascosto da un piccolo schermo chiamato televisione. Voi eravate un mito per noi. Cercavamo di imitarvi a partire dal modo in cui parlavate, vi vestivate e ballavate. Finchè un giorno abbiamo avuto il coraggio di correre dei rischi per bussare forte alla vostra porta e cosi vi abbiamo finalmente conosciuti da vicino.
Cari italiani, ora tutto questo non c’è più. Beh, in un certo senso è naturale. Le cose sono cambiate, noi siamo 'cresciuti' (sinonimo di 'europeizzazione'). Ma d’altra parte non è neanche cosi naturale. C’è un buco enorme nei ricordi che ci avete lasciato, ma quello che più mi preoccupa è il vuoto nella vostra memoria.
Cari italiani, voi, il popolo dell’arte e della cultura, non potete permettere che Laura Pausini (con tutto il rispetto) soddisfi le vostre esigenze musicali. Non potete permettere che Napoli venga rappresentata, anche al di fuori dell’Italia, da Gigi D’Alessio. Non potete permettere che Bologna si dimentichi di Pasolini. Non potete permettere che ancora oggi Carmelo Bene venga ricordato come un pazzo che voleva solo creare polemiche. Non potete permettere che i giovani non conoscano Massimo Troisi. Non potete permettere che il suicidio di Tenco diventi sempre di più giustificabile. Non potete permettere che i vostri figli soffochino in un mare di “Uomini e donne” ed altra simile spazzatura. Non potete permettere che il successo di un giovane attore italiano sia di recitare accanto a Raul Bova. Non potete permettere che questa grande metamorfosi continui a prendere vita all’interno della vostra cultura.
Fate spazio a voi stessi! Prendetevi cura di quello che avete avuto e coltivate il potenziali di oggi. Non è questione di gusti, è questione di messaggi. Non dimenticatevi dell'ultimo verso che cantava Gaber in una delle sue canzoni: "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo, .... per fortuna lo sono."
Cari italiani, fateci ancora sognare... anzi, fate sognare voi stessi, come sognavate una volta, nel blu dipinto di blu.

Con tanto affetto,
la ragazza del paese accanto,
Selma M.
 

mercoledì 16 ottobre 2013

Lello Arena: "Fiction su Massimo Troisi inutile e pericolosa"

Tra pochi giorni inizieranno le riprese della fiction Ricomincio da me, prodotta da Pietro Valsecchi per Mediaset e dedicata a Massimo Troisi. Nel ruolo del compianto attore e regista, Fabio Troiano. Valsecchi ha dichiarato che tutti gli artisti vicini a Troisi hanno dato il loro contributo all’operazione con preziose testimonianze. 
  
Lello Arena, carissimo amico di Troisi, in diversi film al suo fianco e, insieme con Enzo De Caro, partecipe della straordinaria avventura della Smorfia, nega di aver dato un qualsiasi contributo alla fiction. Non solo. Si dice assolutamente contrario a un «progetto inutile e pericoloso che vuole ridimensionare la vita entusiasmante di un uomo e di un artista che occupa un posto saldo nel cuore e nella memoria di tutti gli italiani». 
  
La fiction, quindi, non ha avuto la famosa «benedizione» degli amici e dei colleghi più vicini a Troisi? «Io sono completamente estraneo. Quando ho parlato con Valsecchi, tempo fa, ho cercato persino di fargli capire che si tratta di un’operazione rischiosa da molti punti di vista. I film, il repertorio della Smorfia e tutto quello che Massimo ci ha lasciato già raccontano benissimo Troisi. La sua vita unica, piena di colpi di scena e di poesia, non merita di essere ridotta ad un prodotto che di certo ha scopi del tutto diversi da quello di celebrare un artista».
Nel film ci sarà anche un attore ad interpretare Lello Arena... «Non posso far riferimento agli attori chiamati a ricoprire i vari ruoli. Posso però affermare con determinazione che Massimo è irrappresentabile».
  
   

giovedì 3 ottobre 2013

Il Troisi di Fabio Troiano: "Interpreterò Massimo dietro le quinte"

Quasi ovunque aleggia scetticismo nei confronti della fiction su Massimo Troisi che pare verrà girata a breve. Chi non manifesta dissenso vede il bicchiere mezzo pieno sostenendo che con un'operazione di questo tipo può far conoscere un grante attore scomparso prematuramente, principalmente ai più giovani. Per il resto i commenti evidenziano un Troiano che non ha niente a che fare con Troisi e la scadente qualità del prodotto fiction e dei suoi interpreti. 
Antonio, ad esempio, scrive: "ridurre la vita, seppur breve ahimè, di un GRANDIOSO ATTORE ad un paio di puntate da trasmettere la domenica ed il lunedì successivo per poi venire replicate nel nulla del palinsesto estivo...Meglio vedere una replica in HD di Ricomncio da Tre o Scusate il Ritardo dove c'è il VERO Massimo Troisi anzichè una brutta copia recitata da un attore che nemmeno gli somiglia". Secondo Natalia invece: "lo splendore di Massimo Troisi stava nella sua assoluta spontaneità. Impossbile ridurlo ad un copione, per rifare il suo personaggio bisognerebbe solo ne nascesse uno uguale, cioè è impossibile. Al massimo si può fare un film documentario, Massimo e' irragiungibile. Chi tenta questa impresa non ha capito niente di lui. Inoltre Troiano, per quanto sia un attore piacevole, ha una recitazione forzata. In "Ris" era pieno di ammiccamenti senza, senso iper lontano da Massimo Troisi". Lui dice che, almeno a Gragnano, attendono con ansia la fiction e gli hanno "affidato" Massimo. Aspettiamo e vediamo. Ma lo scetticismo sul perché tutto questo si faccia e con quale risultato resta.

Cristiano
 

L'attore protagonista del film tv "Ricomincio da me"
"Massimo è uno di famiglia, come Eduardo e Totò"
di Titta Fiore

«Quando Massimo Troisi morì, quel mese di giugno del 1994, avevo diciannove anni. Il dolore che provai solo un napoletano può capirlo». Fabio Troiano è nato a Torino, ma i suoi genitori sono di Gragnano, la città dei mulini e dei pastai. Ragion per cui l’attore si sente napoletano a tutti gli effetti. Conosce luoghi e dialetto, stati d’animo e sfumature. E ora l’esperienza gli tornerà utilissima, perché sarà lui a far rivivere sullo schermo il mito senza tempo di Troisi nel film tv prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi per Canale 5, «Ricomincio da me», più volte annunciato e tra qualche giorno al via con la regia di Luca Miniero, il cineasta campione d’incasso di «Benvenuti al Sud».
Una bella responsabilità, Troiano.
«Lo so, ma anche una bellissima sfida. Vogliamo raccontare la sua vita e la sua arte, ma dietro le quinte. Mostrare quello che non si conosce, che non si è visto. Non gli sketch, tanto per dire, ma ciò che accadeva nei camerini. L’altra faccia di Troisi».
E lei?
«Il mio sarà un atto d’amore verso un mito del cinema italiano. Mi metterò da parte, non avrebbe senso cercare di imitarlo né di produrmi nella classica prova d’attore, non è questo l’approccio giusto».
Come si è preparato, allora?
«Mi sono documentato guardando filmati noti e inediti, parlando con chi lo ha conosciuto. E poi il mio punto di riferimento resta il lavoro minuzioso degli sceneggiatori Mizio Curcio, Andrea Nobile e Gianluca Ansanelli, nato anche dagli incontri con le persone più vicine a Massimo come Lello Arena, Enzo Decaro, Anna Pavignano...».
Lei, invece, Troisi lo ha conosciuto?
«Purtroppo no, non ho avuto questo piacere, ma per me fa parte della famiglia, come Eduardo e Totò».
I suoi film, invece, li avrà studiati.
«I film di Massimo si devono vedere a prescindere, perché raccontano con leggerezza la vita così com’è. Nelle sue storie di straordinaria modernità la gente si riconosceva e si riconosce ancora».
La sua lingua era inimitabile. Lei con il napoletano come se la cava?
«I miei genitori sono di Gragnano, dove ho vissuto da bambino e dove abbiamo una casa. Io con mio padre parlo solo in napoletano».
La base quindi c’è, resta la gestualità...
«Il mio lavoro di attore sarà su questo, ed è anche la parte interessante del mestiere».
Difficile calarsi nei panni di un’icona molto amata...
«Difficilissimo. Ma realizzo un sogno. Massimo era il mio punto di riferimento. Con mia madre da piccolo dicevo sempre che mi sarebbe bastato fare uno solo dei film che girava lui, mi piaceva molto... Poi da grande mi sono reso conto che Troisi è inarrivabile. Era avanti anni luce».
Fuori dai cliché.
«La gente gli andava dietro, con lui riusciva a ridere e a riflettere».
Nel film si vedrà?
«La sceneggiatura ripercorre le fasi importanti della sua vita, la gioventù a San Giorgio a Cremano, il periodo della Smorfia, il boom di ”Ricomincio da tre”, la televisione, l’amore per il calcio, la malattia, gli ultimi mesi durante le riprese del ”Postino”... Raccontiamo il percorso di una vita interrotta troppo presto».
Secondo lei i giovani conoscono Troisi?
«In parte sì, soprattutto per tradizione familiare. Oggi i miti nascono e muoiono in fretta, la velocità dell’informazione è un’arma a doppio taglio. L’amore per Massimo, invece, ha radici profonde».
Il riserbo della famiglia Troisi è noto, ne teme il giudizio?
«Sì, è normale. Mi sento carico di responsabilità nei loro confronti e verso il pubblico. Le racconto una cosa: quest’estate sono stato per un periodo a Gragnano e a Napoli e ovunque ho sentito crescere l’attesa per il nostro film. La gente diceva: ”Abbi cura del nostro Massimo”. Me lo affidavano, come uno di famiglia. È stato bellissimo».

   

martedì 6 agosto 2013

Anna Pavignano ci smentisce direttamente la notizia della sua collaborazione alla fiction su Massimo Troisi

Massimo Troisi Anna Pavignano Da domani mi alzo tardiDopo l'ennesimo rilancio della notizia dell'imminente inizio delle riprese della fiction dedicata a Massimo Troisi avevamo scelto di non pubblicare niente sia a causa di un certo scetticismo riguardo l'operazione sia  perché alcune informazioni venute fuori non ci risultavano veritiere. A riprova di questo Anna Pavignano ha ritenuto di smentire la sua partecipazione alla sceneggiatura della suddetta fiction scrivendo direttamente sul nostro gruppo Facebook. Riportiamo qui sotto le sue parole, certi che le sue decisioni siano volte a tutelare e a rispettare il giusto ricordo di Massimo. Restiamo invece sbigottiti dall'approssimazione giornalistica con la quale si scrivono e si lasciano pubblicare certi pezzi, senza verificare i fatti e chiedere conferma ai diretti interessati. D'altronde siamo nell'era del copia e incolla universale, degli aggregatori e delle testate web dirette da principianti nemmeno in grado di scrivere due righe. Le bufale ci mettono un istante a entrare in circolo e a rimbalzare di pagina in pagina.

Un abbraccio a tutti,
Cristiano


NON MI RESTA CHE SMENTIRE. Molti amici me lo stanno chiedendo in privato e rispondo a tutti: non sto scrivendo la sceneggiatura della fiction su Massimo Troisi. Se è vero che a ottobre inizieranno le riprese, probabilmente lo stanno facendo altri colleghi. A suo tempo, quando mi fu proposto di scrivere la sceneggiatura, rifiutai l'offerta. Non senza conflitti. Per me, che tanto ho condiviso con lui, scrivere questa storia implicava qualcosa che andava al di là del lavoro e non me la sono sentita. Avevo già scritto il libro "Da domani mi alzo tardi" e quindi avevo già raccontato Massimo a modo mio. La notizia che io sono l'autrice della sceneggiatura della fiction è uscita su vari giornali e non so come ci è arrivata, ma a me non resta che smentirla.

Anna Pavignano

sabato 9 ottobre 2010

Una fiction tutta dedicata a Massimo Troisi, le parole di Valsecchi

In arrivo fiction su Troisi L'attore avrà il volto di TroianoIn arrivo fiction su Troisi
L'attore avrà il volto di Troiano


Un film su Canale 5, titolo "Ricomincio da me". Protagonista, nel ruolo del grande artista napoletano scomparso a soli 41 anni, l'interprete della serie "Ris", Fabio Troiano. Il produttore Valsecchi: "Massimo era una persona speciale, oggi ci sono i dvd dei suoi film ma i giovani non l'hanno mai conosciuto". 

"Racconteremo il sogno di un ragazzo del Sud che va alla conquista del cinema, il sogno realizzato di un grande attore, che avrebbe potuto ancora dare tanto". Il produttore Pietro Valsecchi (Un eroe borghese, Il capo dei capi) prepara un film per Canale 5 sulla vita di Massimo Troisi. Si ititolerà Ricomincio da me, protagonista sarà Fabio Troiano, 36 anni, visto in tv nella serie "Ris" e adottato dal cinema. Le riprese - ma ancora non è stato scelto il regista - partiranno a primavera; Anna Pavignano, da sempre coautrice dei film di Troisi, curerà la sceneggiatura. "L'Italia è un paese che dimentica in fretta - dice il produttore - oggi ci sono i dvd dei film di Massimo, ma i giovani - penso a mio figlio adolescente - non l'hanno conosciuto. Era tempo che stavo pensando al progetto di un film sulla storia umana e professionale di Troisi, e credo che finalmente i tempi siano maturi". Valsecchi era amico dell'attore regista: "Massimo era una persona speciale, un uomo ironico ma dotato di grande sensibilità. Era intelligente e molto spiritoso, abbiamo passato insieme una settimana indimenticabile in un centro benessere. Mi sfidava a biliardo e vinceva sempre lui".

Troisi, scomparso nel '94 a soli 41 anni stroncato da un attacco cardiaco, è rimasto uno degli attori più amati: aveva iniziato con La Smorfia, dopo il debutto il grande successo in tv si era imposto al cinema. Nei film metteva in scena se stesso, un ragazzo di provincia (era nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli) sfortunato con le donne, sognatore, un po' ingenuo. Indimenticabili  "Ricomincio da tre", "No grazie, il caffè mi rende nervoso", "Scusate il ritardo". "Non ci resta che piangere", "Pensavo fosse amore invece era un calesse ". Nel 1996 fu candidato all'Oscar come miglior attore per "Il Postino" (il film ebbe in tutto cinque candidature, vinse l'Oscar Bacalov per la colonna sonora).

Timido, dotato di una vena poetica rara, Troisi raccontava che da ragazzino era rimasto folgorato da "Roma città aperta" di Rossellini, film che lo aveva emozionato e spinto verso il cinema. Anche se il primo pensiero, dopo aver visto quel capolavoro, era stato un altro: "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".

(08 ottobre 2010)

Silvia Fumarola 
www.repubblica.it