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mercoledì 21 marzo 2012

In missione al Museo del Cinema di Torino, per Massimo Troisi

La passione è anche militanza. Nel giro di quasi tre anni io, Annalisa e Marta siamo stati al museo del cinema di Torino, ospitato nella suggestiva cornice della Mole. Non abbiamo saputo esimerci dal lasciare una piccola "nota" sul libro degli ospiti. 

"e...l'ultimo italiano entrato nella cinquina dell'Oscar per il miglior film in assoluto? (MASSIMO TROISI)...mò ve lo segno PROPRIO!".

Perché tra tanti grandi non possiamo credere che, in un museo del cinema italiano, ci si sia dimenticati dell'attore-autore partito da San Giorgio a Cremano e arrivato agli Oscar. Perfino di Totò e Peppino non c'è che una piccola foto di un piccolo articolo di un vecchio giornale, nascosta in un angolino.
Detto questo il museo vale una visita, come potrete vedere dal video qui in basso... Massimo lo trovammo, ma soltanto in un libro in vendita allo shop del museo. Di questi tempi è già qualcosa.

Cristiano




                               

lunedì 11 aprile 2011

Massimo Troisi: uno vero, allergico all'artificiale. Aneddoto inedito per "Amici di Massimo"

Due mesi fa a Torino ho incontrato Gaetano Daniele, amico fraterno di Massimo Troisi e produttore con lui di quasi tutti i suoi film. Collaborò con Massimo dai tempi del Centro Teatro Spazio, per poi fondare con lui la casa di produzione "Esterno Mediterraneo".
Gaetano è una presenza molto discreta e cordiale. Mai una parola di troppo; non a caso è stato uno dei più grandi amici di Troisi.
Colgo l'occasione per ringraziarlo per la sua sensibilità e per la disponibilità, e per la gentile concessione del seguente aneddoto inedito, che mi ha svelato in esclusiva per questo blog. 
    
"Quando Massimo recitava per La Smorfia, durante le riprese di Non Stop, avvenute a Torino nel 1978, indossava un'unica calzamaglia nera. Era di lana. Era l'unica calzamaglia che aveva e che lavava raramente per forza di cose: le repliche, fortunatamente, si susseguivano numerose e gli spostamenti da una piazza all'altra erano continui, cosicché il tempo mancava. Tant'è che, per una serata al locale Centralino in via delle Rosine, visto che la calza di lana era sporca, se ne comprò un'altra. Una calzamaglia sintetica.
Una sera, quando andò in scena, proprio mentre recitava "L'annunciazione", iniziò a sentirsi male: "E la barca tornò sola, e la barca tornò sola..scusate un momento". Si alzò dalla sedia, andò dietro le quinte e svenne. Tutto per colpa delle calze sintetiche: gli sembrava di non respirare dentro quelle calze! La cosa buffa è stata che chiese scusa al pubblico e andò a svenire di nascosto.
Per scaramanzia, da allora, continuò ad usare le solite calze nere di lana."
  
In un piccolo episodio come questo è racchiusa una personalità autentica, allergica a ciò che nella vita risulta soffocante e finto.

Annalisa

Come sempre per le cose di Massimo, ho accolto questo aneddoto con l’emozione di una scoperta di casa, di famiglia, una caratteristica custodita da un mio antenato. Come l’ennesima delicatezza di un cuore e un corpo che…non potevano vestire sintetico, artificiale. La finzione, in tutte le sue sfumature e in qualunque forma, non potevano esistere nell’animo di Massimo!

Straordinario il suo chiedere scusa e andare a svenire di nascosto, quasi anomalo in questa società dell’ostentazione. Di fronte a simili “racconti”, soprattutto oggi, trovo quasi ovvia la dipartita del nostro. Penso davvero che Massimo non avrebbe voluto sostenere troppo a lungo tanta visibilità, disponibilità a tutti i costi, piaggerìa e opportunismo. Penso che nel tempo, se fosse rimasto tra noi col corpo, avrebbe comunque preso una decisione alla Mina. Avrebbe avvertito chiaramente lo stridore dei tempi interiori con quelli sociali.
 
Anch’io non ho mai tollerato le calzamaglia sintetiche, e non potendo sempre permettermi di andare a … svenire di nascosto, ho smesso di comprarle! Da una vita.

Un grazie immenso, Annalisa, per questi intensi spunti di riflessione!

Daniela
  
 
Un grazie enorme al grande Gaetano Daniele, una persona di Massimo in tutti i sensi: discreto, poco appariscente, sempre generoso e profondo. Lo stesso grazie speciale va alle altrettanto dolcissime Annalisa e Daniela, due amiche e "collaboratrici" eccezionali, tra le bellissime persone che Massimo mi ha dato l'opportunità di conoscere.


Cristiano



sabato 12 giugno 2010

Cuori che parlano, cuori che ascoltano. Parola di Daniela.

Una splendida mail ricevuta stamane mi fornisce l'assist per presentarvi Daniela, altro membro storico di "Amici di Massimo", altra passione viscerale che porta lontano. Instancabile, insaziabile e grandissima ammiratrice di Massimo, proprio come me; insieme abbiamo condiviso giornate full immersion che ci hanno donato tanti suoi respiri. San Giorgio a Cremano, Napoli e Roma (dove abbiamo amabilmente conversato con i vicini di casa di Massimo nei pressi delle sue vecchie abitazioni). E poi, separati ma sempre insieme col cuore, a Salina e Procida. Dei veri segugi in azione quando si tratta di lui, sempre affamati della sua presenza e delle emozioni che solo lui sa donarci. Sui luoghi di Massimo, sui sentieri della passione e dell'affetto per un uomo indimenticabile.

Daniela ha salutato con piacere la nascita di questo nuovo blog, che, scrive, gli aiuterà di tanto in tanto a colmare la "troisienza", astinenza visiva da Troisi che sopraggiunge dopo qualche giorno che non vede né sente Massimo. Ha apprezzato l'intervista ad Annalisa, altra storica compagna di pellegrinaggi troisiani, definendo il video "20 minuti di autentico fiato sospeso per l'emozione: mi sembrava di sentirmi parlare, di sentir parlare Cristiano durante la discussione della sua tesi perché, come dice Annalisa, chi ama Massimo si sente, si riconosce. Non esiste una logica, né c'è modo per spiegare questa alchimia, solo chi la vive sa cos'è".

La passione di Annalisa per Massimo, continua Daniela, "emana un calore fortissimo, un calore coinvolgente che riconosco, da quel 4 giugno 2004 in cui l'ho conosciuta. Sentirla parlare della sua tesi sul "nostro" mi ha rinnovato il ricordo di quei "giorni lunghi 24 ore", a tirar l'alba a casa mia tra decine di fogli, correzioni, bozze, caffè, Coca Cola, sfondoni nel cuore della notte e file ancora da correggere. Doveva durare 2-3 giorni, invece siamo rimaste "appiccicate" (per il calore appassionato dell'argomento e per il solleone di agosto) per quasi una settimana. E poi, la mia toccata e fuga a Torino per esserci durante la discussione della tesi. Dove c'è gusto non c'è perdenza: l'avevo conosciuta 4 mesi prima ma la passione comune per Massimo cancellava distanze e fatica, regalandoci preziose, indimenticabili scaglie di vita che tutt'ora riempiono il cuore di gratitudine".

Per Daniela Massimo è capace di suscitare un "calore inevitabile, irrinunciabile, intoccabile. Non puoi non essere d'accordo con lui, prima ancora che parli sei già d'accordo con quello che dirà perché è un semplice che parla col cuore e dove un cuore parla c'è sempre un cuore che ascolta. Il cuore di Massimo è la sua specialità da quando era bambino, per necessità ha imparato a sentirlo più di altri e, con la sua sensibilità, ha saputo vivere la sua singolare esperienza creando "ponti" con tutti: non conosco persone a cui Massimo non piaccia istintivamente! Per questo Massimo non si tocca, non si imita, non si può paragonare ai grandi, gli indimenticati, gli insuperabili con parole spesso automatiche, quasi ghiacciate, come dite voi.
Massimo Troisi non si diventa né si inventa: è e basta!
Apprezzo molto l'iniziativa appassionata di Cris che, tra l'altro, diventa sempre più ferrato con telecamere e montaggi. Un altro modo per avvicinare e ravvivare questa "fiamma sempre accesa".
Per questo non vedo l'ora non ora di reimmergermi in queste pagine".

E noi non vediamo l'ora di leggere ancora Daniela e la sua, la nostra passione, e magari quella di tanti altri che vorranno unirsi come autori di questo blog, illuminati da quella "fiamma sempre accesa" che Massimo ha originato tanti anni fa e che nei nostri cuori resterà inestinguibile.
 
Questa è la nostra passione. Questi sono gli "Amici di Massimo". 
 
Grazie Daniela. Grazie Massimo.
 
Cristiano
  

mercoledì 9 giugno 2010

Conosciamo gli "Amici di Massimo Troisi": Annalisa Erriu (Torino) - Seconda Parte

A grande richiesta e nei tempi più stretti per me possibili ecco la seconda parte dell'intervista ad Annalisa. Prosegue il racconto del suo viaggio a Napoli e San Giorgio a Cremano, con tutti gli avvenimenti particolari capitati e le conoscenze fatte. Chiusura emozionante sulla presenza di Massimo, sull'utlitità di www.noncirestachericordarti.too.it per la sua tesi e sul nostro gruppo, sull'ineluttabilità di diventare amici quando si porta nel cuore lui e la sua arte. Quando la passione ti porta lontano senza che nemmeno tu te ne accorga, ti cambia per sempre e ti rende migliore.

A presto

Cristiano 


                               

sabato 5 giugno 2010

Conosciamo gli "amici di Massimo Troisi": Annalisa (Torino) - Prima Parte

Ecco la prima, speriamo di tante altre, intervista ad un membro di "Amici di Massimo Troisi". Annalisa, componente storica del gruppo fin dal 2003, ci racconta la sua passione e i suoi aneddoti "particolari" legati a Massimo. Perché, ad ognuno di noi, è capitato qualche cosa di strano o divertente....qualcosa che definiamo "gli scherzi di Massimo". Nel post introduttivo al blog scrivevo che noi non abbiamo mai avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Massimo, ma è come se lo conoscessimo da una vita. Dalle parole di Annalisa, che pure è nata in Piemonte e quindi non tanto vicino a Napoli, capirete bene cosa volevo dire.

Nei prossimi giorni pubblicherò la seconda parte dell'intervista. Intanto, buona visione!

Cristiano