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venerdì 13 febbraio 2015

Video inedito amatoriale: dieci minuti su un set di Massimo Troisi

Dal 13 luglio 1991 e per nove settimane Massimo Troisi gira il suo ultimo film da regista, "Pensavo fosse amore invece era un calesse". Con Anna Pavignano sceglie di scrivere un piccolo trattato d'amore, dove anche le fugaci comparse non parlano d'altro. Analizza il sentimento piazzandolo sotto ad un microscopio, osservando tutti gli organismi viventi che ci sguazzano dentro con concitazione. Il film uscirà il successivo 21 dicembre, incassando 15 miliardi di lire e vincendo un "Nastro d'argento" e un "Ciak d'oro". Quello che vi presento oggi è una sorta di backstage inedito e amatoriale, che ci fa vivere dieci minuti su un set di Massimo Troisi. Gli inconvenienti non mancano, ma Massimo, anche quando disapprova gli errori, tiene in mano la situazione con grande garbo, sicurezza e fermezza. E l'atmosfera sul set resta sempre tranquilla, pur col pieno fermento schizofrenico di quando si gira un qualsiasi film. 

Ho scelto in particolare la scena (girata al Borgo Marinari di Napoli) di Enea che arriva con una rumorosa motocicletta a prendere Cecilia, mentre Tommaso le dice: "Ah, avete deciso di comprare [casa]...come mai? Che, avete problemi? Ma se uno sta bene insieme, non capisco perché deve andare a prendere...uno dice "Viviamo insieme" quando vuol dire che le cose non vanno...Infatti poi quando peggiorano dice: "Perché non ci sposiamo?"...che proprio cominciate che non ce la fate più: "Che facciamo un figlio?". E quando alla fine vi odiate ma siete vecchi, dite "Che ci lasciamo proprio adesso che siamo vecchi?!". È quello il percorso". Credo che la visione di questa perla sia un'esperienza speciale, unica, che ci fa vivere ancora una volta qualche attimo vicino a Massimo, mentre prepara l'ennesimo film che vedremo e rivedremo a vita, ogni volta con lo stupore, il divertimento, l'emozione e l'ammirazione della prima. Un grazie speciale a Pasquale.

Cristiano
                                

giovedì 2 ottobre 2014

Esclusiva: un testo inedito di Massimo Troisi che ironizza sui suoi professori

Ogni tanto Massimo stesso forse manda le persone giuste nel posto giusto. Come Aldo, entrato da poco a far parte della nostra grande famiglia troisiana, che mi ha raccontato come ci abbia scelti con cura nel mare non sempre cristallino delle pagine e dei gruppi dedicati al Nostro. Ha conosciuto Massimo quando era con lui all'istituto per geometri "Pantaleo" di Torre del Greco, si è successivamente nutrito della sua arte come tutti noi. E ha scelto proprio noi per condividere una chicca abbastanza straordinaria. Su questi foglietti in coda al post troverete un testo di Massimo che parodiava i professori dell'istituto, con la sagace ironia che ben conosciamo. E con un gioco sui cognomi simile a quello dello sketch "Cirio, dove Fiuggi?", inserito nello spettacolo "Chi c'ha il cab più bello del mio?". Il testo inedito, risalente alla metà degli anni '70, non mi sembra scritto proprio di suo pugno (ho alcune cose scritte a penna da lui e non mi sembra dal confronto della calligrafia) ma grazie magari a qualche compagno di scuola che ha avuto la cura di annotarle, queste battute arrivano a noi e ci restituiscono un altro pezzettino del nostro amato Massimo.  

Grazie a lui e grazie ad Aldo.

 

mercoledì 13 novembre 2013

Un documentario e una mostra fotografica su Massimo Troisi al Festival di Roma

Il Festival Internazionale del Film di Roma ricorda quest'anno Massimo Troisi con due iniziative: Massimo Regista, mostra fotografica a cura di Mario Tursi (13 foto inedite dai set) e Il Cinema secondo me, documentario di Raffaele Verzillo. E' possibile visitare la mostra dall'8 novembre presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium del Parco della musica di Roma, mentre il docufilm di 55 minuti sarà proiettato domenica 17 novembre alle ore 19.00 al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. E' un bel momento, si parla tanto di Massimo e con cose finalmente nuove. Speriamo duri ancora a lungo.
Cristiano
 
Troisi, quell'insuperato esempio di coerenza e libertà al Festival di Roma

Il regista casertano Raffaele Verzillo alla rassegna con un documentario sull'attore napoletano

Massimo Troisi, icona del cinema italiano, arriva all’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma, con la regia di Raffaele Verzillo. Casertano di nascita, sammaritano di formazione, Verzillo porta sul grande schermo “Massimo - Il mio cinema secondo me”, un documentario che parteciperà alla sezione Retrospettive dell’appuntamento romano con le pellicole d’autore dall'8 al 17 novembre.

«Ho incontrato Massimo – dice Verzillo – grazie alla tesi di laurea di Antonella Coluccia, del 1993. L’ho recuperata. Troisi è stato un esempio straordinario di coerenza, un modello attualissimo di libertà di pensiero e di azione. Suo motto era: bisogna guardare sempre un po’ più in là. E ci riusciva bene. Tutta la sua vita è stata contrassegnata dalla fiducia nelle proprie capacità espressive e mai come ora i suoi insegnamenti sono imprescindibili. In questi tempi in cui si cerca di togliere a registi e sceneggiatori consapevolezza e autonomia, il suo lavoro e il suo esempio mi hanno aperto la mente sulla direzione da prendere».

Cinquantacinque minuti dedicati all’uomo, all’attore, al regista, al produttore. Realizzato in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Verdiana Bixio per Publispei, il lavoro di Verzillo racconta, a sessant’anni dalla nascita di un mito del cinema italiano, un protagonista vivo oggi, sui set di allora, restituendo al pubblico frammenti di riprese, inedite istantanee e interviste ai tanti compagni di viaggio, da Lello Arena a Francesca Neri da Massimo Bonetti a Maria Grazia Cucinotta.

Nadia Verdile