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lunedì 2 marzo 2015

"Non c'era un copione e si rideva a crepapelle sul set": gli aneddoti di Amanda Sandrelli su "Non ci resta che piangere", in sala dal 2 al 4 marzo

“Non c’è mai stato un copione, non l’ho mai visto, al massimo c’era una sorta di canovaccio per qualche scena”, spiega al fattoquotidiano.it Amanda Sandrelli al suo esordio cinematografico nel film dell’84 che arriva al cinema per tre giorni da lunedì 2 marzo a mercoledì 4
“Ricordati che devi morire”, “Mo’ me lo segno”. È giusto una battuta che vede Massimo Troisi al suo meglio tra le tante memorabili gag di un film culto come Non ci resta che piangere, interpretato assieme all’amico Roberto Benigni nel 1984. Più di 30 anni dopo, ed esattamente lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 marzo 2015, sarà possibile rivedere il film diretto in coppia dai due comici in 200 sale cinematografiche italiane.
Il distributore Lucky Red mette nuovamente a disposizione uno tra i più grandi incassi della commedia italiana degli anni ottanta (15 miliardi di lire), in versione restaurata e rimasterizzata (ma non nella versione lunga uscita in dvd nel 2005 ndr) grazie al contributo di Medusa, Roberto Benigni e Marco Gaudenzi della Film&Video, che oggi ne detengono i diritti. Tanto si è scritto su Non ci resta che piangere in merito alla casualità con cui il film lentamente prese corpo in sede di preparazione, con Benigni e Troisi che si ritirarono prima a Cortina, poi al mare e infine in val d’Orcia, per una sceneggiatura mai effettivamente pronta per i produttori dell’epoca Mauro Berardi e Ettore Rosboch in attesa.

“Non c’è mai stato un copione, non l’ho mai visto, al massimo c’era una sorta di canovaccio per qualche scena”, spiega al fattoquotidiano.it Amanda Sandrelli al suo esordio cinematografico nel film dell’84. “Girammo gli interni e gli esterni del paesino immaginario di Frittole a Cinecittà. Massimo e Roberto la mattina si ritrovavano in roulotte, scrivevano qualcosa, poi si iniziava a girare – spiega l’attrice impegnata in questi giorni nei teatri marchigiani con Tale madre tale figlia e Oscar e la dama rosa – Per il mio ruolo, quello di Pina, c’era scritto solo “giovanissima, 15enne, si innamora di Massimo” e nulla più. Poi Massimo al trucco cominciò a dirmi che gli sarebbe piaciuto che inventassimo per Pina un tormentone, mi chiese di fare un po’ la voce da scema e di ripetere spesso la stessa parola. Roberto, invece, disse ‘Fai come i bimbi quando parlano talmente in fretta che non prendono fiato’ ”.
Così fu e l’amata del bidello Mario prese corpo, cappello e gonna larga in un batter d’occhio: “Girai cinque giorni ma per poche pose insieme ripetemmo la stessa scena tante volte. E non perché i ciak non fossero buoni, ma perché ci si doveva interrompere in continuazione visto che la troupe, le comparse, Roberto e Massimo, io stessa, ridevamo a crepapelle. Pensate alla scena della serenata. Massimo mi disse che avrebbe canticchiato qualche brano, ma non mi disse quali. Poi all’improvviso se ne viene fuori con Yesterday. E finché lo cita mi trattengo. Ma appena dice “bom bom” scoppiammo tutti a ridere per diversi minuti”. Una citazione “improvvisata” per Troisi che il produttore Berardi per parecchi anni ha raccontato costare, anche se solo accennata a voce, in diritti d’autore ai quattro di Liverpool, ben 70 milioni di lire.

Le interruzioni per troppo divertimento sul set di Non ci resta che piangere risultarono tantissime: “Ricordo quando Massimo e Roberto uscirono in strada vestiti in costumi del ‘400 per la prima volta. Benigni non finiva più di ridere”. Inatteso successo al botteghino del Natale ’84, il film co-diretto dai due leggendari comici italiani ebbe come collaboratori di altissimo pregio nel cast tecnico figure del calibro di Pino Donaggio alle musiche o Giuseppe Rotunno alla fotografia; ma più di tutto risultò un divertissement senza pretese: “Troisi e Benigni mi avevano adocchiato ad una festa di mia mamma Stefania e mi chiesero di recitare quando ancora dovevo dare gli orali della maturità. Erano due grandi talenti in stato di grazia. Si facevano forza a vicenda. Io mi affidai semplicemente a loro, forse con incoscienza ma Non ci resta che piangere rimane l’unico film, rispetto a quelli che recitai immediatamente dopo, di cui vado fiera e che mostro con piacere ai miei figli. È un film che non invecchia mai. Lo paragonerei a Frankenstein Junior per freschezza e perché credo che anche su quel set si divertirono molto a fare la storia del cinema”.



domenica 16 novembre 2014

Emozioni indimenticabili: grazie a tutti per il successo della due giorni del raduno di "Amici di Massimo Troisi"


E' stato un weekend incredibile, stupendo, tra amici che sembravano conoscersi da anni (ma questo già lo prevedevo, non essendo il primo per me. Massimo è un collante unico). Tutto è filato alla perfezione, siamo riusciti a fare molto di più del previsto e la ciliegina sulla torta della visita a Rosaria è stato il coronamento perfetto. La nostra emozione e la sua stampata negli occhi non si cancellerà mai dai nostri cuori. Sono distrutto, ma incredibilmente felice. Grazie di cuore a Francesca Sanna, Anna Letizia, suo marito e i suoi stupendi pargoli, Patrizia Borri, Rosa, Teresa Liccardo Sscn Giuseppe Sommario e Anna Rita, Mauro Cucco, Giorgio Fiorentino, Riccardo+moglie+figlio Christian. Ringrazio alla stessa maniera, perché davvero erano lì con noi con il cuore anche Daniele Clerici, Anita Leiden, Roberto Andreozzi, Corrado F. Barbero, Raimondo Acampora, Selma Meti, Erminia Zullo, Tiziana de Martino, Nadia Zappalorti. Siete l'anima e il corpo di "Amici di Massimo Troisi", senza di voi non esisterebbe niente di tutto questo. Grazie anche per l'affetto a Rosaria Troisi, per le belle parole a Luigi Troisi, alla disponibilità del Centro Teatro Spazio, a tutte le pizze che ci siamo mangiati e al fegato che le ha rette, al traffico napoletano, al bed&breakfast fantasma, alle scale di "Scusate il ritardo", alla biblioteca di Cecilia e al ristorante di Tommaso, ai pescatori del calesse, alla locanda di Frittole, alla pioggia che ci ha risparmiati al cimitero, a Villa Vannucchi che era aperta tutto il giorno e al volto di Massimo che ci ha sorriso per altre due volte a San Gregorio Armeno mentre chiedevamo agli esercenti perché la sua statuina non fosse mai esposta all'esterno. Una cosa del genere con appassionati veri da tutta Italia vi assicuro che non esiste da nessun'altra parte. Tanto abbiamo fatto ma tanto ancora ci sarebbe da fare. Se voi ci sarete, con quest'affetto e questa passione, ci sarò sempre anche io, con l'ombrello in alto a guidare la carovana d'amore per Massimo. Distrutto, ma incredibilmente felice. Grazie a tutti!

Cristiano

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