Poco Massimo, poche emozioni. Resta certamente l'amaro in bocca di un'occasione persa per ricordarlo in maniera non convenzionale, più sentita e sensata. Non ho cronometrato, ma credo che su due ore di trasmissione montata forse nemmeno la metà del tempo è stato impiegato a parlare davvero di Massimo Troisi e a dedicargli pensieri, ricordi, ringraziamenti. Ne è venuto invece fuori uno strano incrocio tra "Telethon" e una puntata di "Alle falde del kilimangiaro" che ha deluso molti.
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sabato 9 giugno 2012
giovedì 30 giugno 2011
Renzo Arbore ed un altro piccolo tesoro scovato dal vissuto di Massimo Troisi
26 Giugno 2011: prima domenica d’estate.
Eccomi a casa, in pieno relax.
Non guardo la tv di solito, ma su Rai Tre c’è Renzo Arbore, ospite della trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro”: mi incuriosisco e lo seguo, per passione verso la musica e verso i viaggi.
Il mio cuore balza al petto quando viene citato l’amico Massimo Troisi, definito da Arbore come “compagno di viaggio straordinario”.
Prendo immediatamente appunti che condivido con Marta e Cris, i quali si entusiasmano a tal punto da pubblicarli il giorno seguente… ed ora, grazie al replay su internet, vi riporto meglio l’aneddoto.
Arbore e Troisi, una volta, erano a Firenze per la registrazione della trasmissione di Rai Uno “Rosamunda, ovvero che magnifica serata". Arbore esordisce osando affermare che Troisi faceva tutto ciò che lui gli diceva.
Beh, conoscendo Massimo sappiamo quanto fosse indomabile! Sicuramente i due, però, si sapevano spalleggiare molto bene.
Si recano in un ristorante. Il cameriere: “Vi dò l’olio più buono del mondo, l’olio novo, appena arrivato…”
Arbore, facendo l’occhiolino a Massimo: “Ma proprio tu che vieni da San Giorgio a Cremano, dove fanno quell’olio extra vergine straordinario…!”
In realtà, dice Arbore alla Colò, a San Giorgio l’olio si compra, e si usa quello di semi!
I due cominciano a fantasticare sull’olio di San Giorgio a Cremano, lasciando attonito il cameriere.
Massimo: “L’olio di San Giorgio lo raccogliamo innanzitutto al tramonto, quando l’oliva è ben disposta. Le olive sono raccolte o da vergini, o da vedove di primo letto. Devono essere sbucciate con un coltellino di legno tratto dal ramo dello stesso ulivo dal quale sono state prese, altrimenti l’oliva si sdegna. L’oliva deve essere calpestata prima, ma con molta grazia, sennò l’oliva si sdegna, in un mastello di legno del tronco dello stesso ulivo…”
Il cameriere: “Allora…. l’olio di San Giorgio a Cremano l’è più bono, l’è più bono di questo…”
Dopo questo paio di minuti, la mia domenica sera cambia e si riempe di emozione.
Per noi amanti di tutto ciò che riguarda Troisi, scovare un pezzo della sua vita è come scovare un piccolo tesoro.
Ringraziamo Arbore per questa sua perla, ed esortiamo i suoi amici di vita ad inviarcene di nuove.
Annalisa
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